ALBUM REVIEW: Murubutu – Tenebra è la notte

Nel panorama musicale italiano che riguarda il rap e l’hip hop ci sono numerose figure interessanti: una di queste è il reggiano Murubutu, nome d’arte di Alessio Mariani. Alcune delle caratteristiche principali che contraddistinguono l’opera di Murubutu e che lo rendono un artista originale ed unico nel suo genere sono:

  • Il legame indissolubile che traspare dai testi tra la sua musica e discipline quali l’arte, la letteratura, la filosofia, la storia.
  • La straordinaria abilità nello storytelling, con cui l’autore è capace di dipingere quadri narrativi credibili ed emozionanti.
  • Il ricorso a termini e citazioni ricercate e specifiche, che denotano un’esigenza espressiva di tipo didascalico.

Non c’è da stupirsi, se si considera che Murubutu conduce quella che si potrebbe dire una doppia vita professionale: da un lato rapper che gode di una fama sempre maggiore tra i più e meno giovani, e dall’altro professore di storia e filosofia al liceo Matilde di Canossa di Reggio Emilia. La sua doppia natura di docente-cantautore viene esplicitamente dichiarata dall’artista stesso col suo pseudonimo: “Murubutu” deriva dall’arabo marbut, traducibile in italiano come “marabutto”, figura tipica della cultura islamico-africana che si carica di numerosi significati e a cui si attribuiscono molteplici poteri, tra cui, come affermato da Murubutu stesso, quello di essere “in grado di ristabilire la salute o l’ordine sociale”.

Sebbene la sua produzione da un lato possa apparire elitaria e non per tutti, per via dell’ingente apporto di terminologie e conoscenze derivanti dalla sua formazione accademica, dall’altro lato Murubutu si dimostra sovente più che capace di trasmettere e veicolare messaggi in maniera efficace e chiara senza mai scadere nella mera pomposità di linguaggio o in uno stile vanamente baroccheggiante. Inoltre il notevole comparto tecnico e la qualità delle basi sono due elementi che avvicinano all’ascolto anche fruitori che abitualmente non ascoltano rap, in quanto l’aspetto prettamente musicale delle tracce è caratterizzato da un’orecchiabilità che, unita all’accompagnamento della calda voce di Murubutu, genera un cocktail invitante per qualunque tipo di ascoltatore. Tutte queste peculiarità finora considerate si riscontrano anche nell’ultimo lavoro del rapper uscito il primo febbraio di quest’anno, ovvero Tenebra è la notte, dal sottotitolo e altri racconti di buio e crepuscoli. Quinto album e terzo conceptdopo il mare de Gli ammutinati del Bouncin’e il vento de L’uomo che viaggiava nel vento, Murubutu stavolta si confronta con la notte in 15 tracce che propongono, nel mix di musica suggestiva e testi straripanti di cultura cui ci ha abituato, un’interpretazione mai banale di questa tematica, da sempre di ispirazione per gli artisti di ogni tempo. Per realizzare l’album Murubutu si è avvalso della collaborazione di alcuni fumettisti: l’album ha come copertina un disegno di Julien Cittadino, in arte Capitan Artiglio, autore anche di altre copertine del rapper di Reggio, e durante il tour ad accompagnare le esibizioni dal vivo c’erano le illustrazioni di Ernesto Anderle, in arte Roby il pettirosso.

Ogni brano inizia e finisce con lo stesso suono, il frinire dei grilli, di modo da dare all’ascoltatore una sensazione di continuità, che poi si dispiega in un disco variegato ed eterogeneo e dalle atmosfere più disparate. Per evitare di dilungarsi e per invitare all’ascolto dell’album, si indicherà in maniera sintetica il contenuto e il mood di ciascuna canzone, nonché il significato che la notte vi ricopre.

 

  • Nyx – Introduzione

Partendo dal termine greco Nύξ indicante appunto la notte Murubutu descrive una nottata in cui il mondo viene immerso nella “coltre”, termine che ricorrerà spesso negli altri brani dell’album e con cui verrà appellata la notte, ad evidenziare come essa quando giunge sulla Terra avvolga tutto e renda tutto più cupo; inoltre il termine indica pure il drappo funebre con cui si copre una bara, perciò esso dà una sfumatura di pesantezza e oppressione al buio. Definita “la dea più grande e temibile”, la notte è però anche ispiratrice e fonte di meraviglia per chi la osserva, perciò fin dall’intro Murubutu mette in chiaro il forte dualismo che permea il concetto di notte.

  • Buio (con DJ T-Robb)

Drammatico spaccato della vita di un soldato durante il secondo conflitto mondiale, ispirato al romanzo Il sergente nella neve di Mario Rigoni Stern e quindi alla ritirata dalla Russia nel 1943. La notte qui assume una sfumatura decisamente negativa come fonte di angoscia e inquietudine, quella di un soldato che non sa se la supererà da vivo. Il brano poi prende una piega inaspettata con una grande dimostrazione di originalità nel narrare da parte dell’autore.

  • La vita dopo la notte

Traccia completamente in antitesi rispetto a quella che la precede e a quella che la segue, è un tenerissimo ritratto di una storia d’amore che supera i confini del tempo e dello spazio. La notte li priva della vita, ma in questo modo suggella la loro eternità passata insieme. Il messaggio è che il sentimento umano se sincero e puro riesce ad andare oltre il buio e la morte, e quindi è in grado di generare una seconda vita dopo la notte.

  • L’uomo senza sonno (con Mezzosangue e DJ T-Robb)

Brano hardcore ispirato al film The Machinist diretto da Brad Anderson e interpretato da Christian Bale e dalla forte componente autobiografica. Murubutu vi descrive la disperazione e l’inquietudine nevrotica di un individuo afflitto da una forte insonnia. Azzeccato il featuring con Mezzosangue, che rende ancora più incisivamente violenta la narrazione.

  • La stella e il marinaio

Il rapper parla qui del rapporto tra uomo e natura, prendendo come paradigma di uomo il marinaio, figura molto presente all’interno della produzione di Murubutu, mestiere che non può prescindere da una forte “collaborazione” con la stella, indicante la natura.

  • Wordsworth (con Caparezza)

Sulla scia della traccia precedente, vi è un omaggio al poeta romantico William Wordsworth, che vedeva panteisticamente nella natura una sorta di Provvidenza e una vera e propria maestra di vita per l’uomo. In particolare, la lirica di Wordsworth che ha ispirato Murubutu è Paesaggio lunare, tratta dal libro XIV de Il Preludio, in cui l’autore ragiona sulla piccolezza dell’uomo mentre contempla la Luna piena. Brano particolarmente pregno di riferimenti letterari e filosofici alla cultura romantica ottocentesca (vengono citati tra gli altri i filosofi Schelling e Fichte, il pittore Friedrich, il poeta Foscolo e il pianista Chopin), vede la collaborazione di Caparezza, cui Murubutu ha proposto il featuring per via del significato che il rapper di Molfetta ha spesso dato alla Luna nei suoi testi.

  • La notte di San Lorenzo

Singolo pubblicato il 20 novembre 2018 e che ha perciò anticipato l’uscita dell’album, narra dell’infanzia di due ragazzini di un paesino non ben identificato che dà sul Tirreno, passata a fare escursioni negli ambienti circostanti. La scelta dell’io narrante, uno dei ragazzini, è funzionale a rendere più chiaro il significato ambivalente del buio: da un lato, esso permetteva ai due di godere di una pioggia di stelle, dall’altro li ha privati di qualcosa di importante.

  • Le notti bianche (con Claver Gold)

Brano che ha per titolo una citazione all’omonimo romanzo di Dostoevskij. Lo stesso Murubutu però dichiara che “è una citazione molto lontana. La mia storia è molto diversa dalla sua, va a raccontare tutt’altro.” Infatti, la canzone parla di un uomo che si innamora di una donna, o meglio dell’immagine che lui si è fatto della donna, quindi si parla di un sognatore che per rimanere fedele alla sua idea rinuncia all’amore, pur di non incrinare tale idealizzazione. Ancora una volta però, il comune denominatore tra il romanzo e la canzone è la notte, che fa da cornice alle vicende. Ad interpretare il brano insieme a Murubutu il rapper marchigiano Claver Gold.

  • Ancora buonanotte (con Daniela Galli)

Traccia che si avvale della collaborazione della cantante Daniela Galli, in arte Dhany, tratta della notte tramite l’amore materno. Il destinatario è Matteo, il protagonista, che attraverso l’amore per la musica e per sua madre riesce a costruire la sua vita, nonostante essa sia stata più volte resa difficile.

  • Occhiali da luna (con Dutch Nazari e Willie Peyote)

Idealmente accoppiata con L’uomo senza sonno, si propone come una lettura più positiva del tema dell’insonnia: uno scrittore riesce a trovare ispirazione per i suoi romanzi solo quando cala la notte, che si fa ispiratrice di un’arte intima e creatrice. Il brano vanta la collaborazione dei rapper Dutch Nazari e Willie Peyote.

  • La notte di San Bartolomeo

Murubutu dà prova della sua ampia conoscenza della storia: la notte di San Bartolomeo fu una strage avvenuta a Parigi nella notte tra il 23 e il 24 agosto del 1572 perpetrata ai danni degli ugonotti, soprannome dispregiativo con cui erano chiamati i protestanti francesi di ideologia calvinista, da parte della fazione cattolica di Carlo IX. La notte diviene narratrice di un eccidio efferato, suscitato dalla paura del diverso e reso possibile per colpa di congiure di carattere politico.

  • Franz e Milena

Altra canzone a contenuto storico, parla dello scambio di lettere che avvenne tra gli scrittori Franz Kafka e Milena Jesenska. Murubutu interpreta le “notti di inchiostro” come momenti di intima corrispondenza, nella quale i due condividono tutti gli attimi della quotidianità; tuttavia la storia ha un epilogo destinato ad essere tragico.

  • Omega Man (con La Kattiveria e DJ T-Robb)

Brano ispirato al film del 1971 1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra, in originale intitolato The Omega Man, del quale è più noto il remake del 2007 Io sono leggenda. Nel film, così come nella canzone, un uomo è uno dei pochi sopravvissuti ad un olocausto batteriologico, e in una cornice post-apocalittica vive una vita di stenti. Oltre a ciò, soltanto di notte fuoriesce la Famiglia, una setta di creature che i veleni della guerra batteriologica hanno trasformato in albini psicopatici fotofobici, che distruggono tutto ciò che gli possa ricordare l’ormai deceduta era tecnologica, compreso il protagonista. Insieme a Murubutu figurano ancora una volta gli scratch di DJ T-Robb e gli altri componenti del collettivo La Kattiveria, del quale Mariani stesso ne è il leader: sono i rapper U.G.O., Yanez Muraca e Il Tenente 

  • Tenebra è la notte (con Dia)

La title track è un racconto corale, in cui Murubutu ci accompagna in un viaggio a notte fonda ad osservare alcune persone rimaste sveglie fino a tardi per i motivi più svariati, ognuno con la sua storia. Ad accompagnare il rapper la voce della cantante Dia del duo Diapo Saund.

  • Nyx – Conclusione

Brano strumentale, dal titolo che suggerisce una Ringkomposition. Qui l’interpretazione dell’autore: ”L’album si apre con la notte ma nell’ultimo brano la protagonista trova la salvezza grazie all’alba: la conclusione è più che positiva. Spesso mi criticano per il pessimismo dei miei testi, in questo caso ho voluto concludere con un messaggio di speranza, un viaggio pieno di paure e inquietudini che termina con il trionfo dell’alba. Alla fine io sono un ottimista anche se non sembrerebbe”.

 

Emanuele Mantia

 

 

 

Fonti utilizzate:

https://www.insidemusic.it/murubutu-intervista/

http://www.hiphopmn.it/murubutu-tenebra/

http://www.goldworld.it/229234/music/murubutu/#

https://genius.com/

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